Rubrica che tratta delle parole e delle locuzioni che potrebbero essere scritte in modo semplice ma, per qualche motivo, vengono rese incomprensibili.
Una fonte importante sarà il linguaggio burocratico, ma anche le parole inutilmente inglesi faranno la loro parte.
Nosocomio
Per i burocrati non esistono gli ospedali, ma solo i nosocomi.
"È tassativamente obbligatorio fare la doccia prima di entrare in vasca"
Da un cartello in una piscina.
"Materiale di interesse malacologico (conchiglie)"
Da un biglietto esplicativo (?) di una mostra a Venaria Reale. Senza la spiegazione tra parentesi sarebbe stato perfetto.
"Conferimento rifiuti: dalle ore 16,00 alle 4,00"
Cartelli esplicativi sui cassonetti dei rifiuti a Loano e a Pragelato. Lì i rifiuti li conferiscono, non li buttano.
Ivàre
Derivato di IVA, Imposta sul Valore Aggiunto.
Verbo intransitivo [io ivo, tu ivi ecc., participio passato ivato].
Orrendo verbo utilizzato in passato nei sordidi ambienti dei commercialisti, ultimamente assurto agli onori dell'italiano corrente. Fortunatamente i dizionari ancora non lo contemplano.
"[...] da Wind costo Euro 1.86/min. ivato + Euro 0.14 scatto alla risp. ivato. Durata massima della telefonata pari ad una spesa massima di Euro 15,00 ivato."
In alternativa la Parolata consiglia di utilizzare la locuzione "IVA compresa".
Stazione mobile dei carabinieri.
Un bell'ossimoro.
Pubblicato in via riservata.
Un altro ossimoro burocratico.
"Velocipedi: è vietato in alcun modo introdurre cicli e motocicli"
All'ingresso di un parco in provincia di Asti, questo splendido nonsense stradale. Solo in alcuni cartelli stradali si trova ancora la parola "velocipede".
"In calce" piuttosto che dire "in fondo".
"Vie di esodo"
Su un cartello di indicazione delle uscite di emergenza in una nota azienda telefonica italiana. Scrivere vie di uscita sembrava banale.
"Richiesta attestato di transito"
Scritta sulle colonnine Viacard in autostrada, a fianco del pulsante da premere per chiedere la ricevuta.
"Si prega di non introdursi con le scarpe"
Cartello all'ingresso dello spogliatoio di una piscina torinese. È suo il merito di avere ispirato questa rubrica.
Venue, invece di sede.
"Le scrivo per comunicarle la venue relativa al Forum [...]". Da una lettera.
Obliterare, utilizzato in luogo di annullare, timbrare.
Avviso di notifica
Il sistema di archiviazione dei documenti di una nota azienda di telecomunicazioni italiana invia "avvisi di notifica". Detto per inciso, il dizionario Garzanti tra i sinonimi di "avviso" fornisce, come parola burocratica, "notifica".
Futili motivi
I futili motivi esistono solo nei verbali della polizia e sui giornali.
Perché non usare qualche formula meno burocratica? Magari anche solamente "motivi futili".
Sulla "Domanda di rilascio della patente di guida" c'è la spiegazione di come scrivere la residenza: "Indicare la via (senza scrivere VIA o V.) ovvero scrivere PIAZZA, PLE, CRV ecc., seguito dalla denominazione."
Chiaro, no?
Comminàre
Dal latino comminari, composto di cum 'con' e minari 'minacciare'.
Verbo transitivo [io commìno o alla latina còmmino ecc.].
(diritto) Prevedere una pena o una sanzione per la trasgressione di una legge: un reato per il quale la legge commina l'ergastolo, la detenzione, una multa.
Molto spesso "comminare" viene usata con il significato erroneo di "infliggere".
In una nota azienda di telecomunicazioni italiana è stato usato, per definire una struttura organizzativa, il seguente ossimoro:
vertical platform.
Un documento burocratico che si rispetti ha la data scritta come "li, 22 febbraio 2010".
Perché si usa ancora l'articolo desueto "li"? Semplice, perché i burosauri non si estinguono facilmente. Le date nei documenti si dovrebbero invece scrivere senza articolo: 22 febbraio 2010.
Nelle more
Dal latino mora 'attesa, indugio', di etimologia incerta.
Locuzione avverbiale.
(diritto) Nell'intervallo di tempo che intercorre fra l'avvio di un iter burocratico-giuridico e la sua conclusione.
Nelle more del giudizio: nel periodo che precede la definizione della sentenza.
(estensione) Nell'attesa, nel frattempo: ho dovuto interrompere per un po' il lavoro e, nelle more, farò delle ricerche bibliografiche.
Perché, più semplicemente e più chiaramente, non si dice nell'attesa, frattanto, nel frattempo, intanto, per intanto?
Entro e non oltre
Non ci si spiega la necessità della ripetizione.
Entro significa prima della fine di.
Oltre significa, in senso temporale, più di. Quindi non oltre significa prima della fine di.
Se ne deduce che se una cosa avviene entro un certo istante, allora avviene non oltre quell'istante.
E se avviene non oltre un istante, allora avviene entro quell'istante.
Emoluménto
Dal latino emolumentu(m); propriamente 'somma pagata per la macinatura', derivato di emolere 'macinare completamente', composto di ex- e molere 'macinare'.
Sostantivo maschile.
1. (specialmente al plurale) Somma corrisposta per compensare una prestazione, specialmente di carattere professionale, continuativa o saltuaria: la patente di Console non parlava di emolumenti (Goldoni).
(raro) Compenso incerto oltre allo stipendio.
2. (antico) Profitto, guadagno.
Emolumento è un bel burosauro per evitare di dire compenso.
Velocipede
Perché, occasionalmente, nei segnali stradali si parla ancora di velocipedi? Si tratta di segnali burocratici o scherzosi? E, nel caso commettessi un'infrazione, posso sostenere che il mio mezzo è una moderna bicicletta e non un obsoleto velocipede?
Velocìpede
Dal francese vélocipède, composto del latino vìlox -ocis 'veloce' e pìs pedis 'piede'.
Sostantivo maschile.
Antico modello di bicicletta con la ruota anteriore molto più grande di quella posteriore.
(scherzoso) Bicicletta.
Aggettivo.
(antico, letterario) Che corre, che cammina velocemente.
Attesoché o attéso che
Perché non dire, invece: dato che, oppure considerato che?
Corresponsióne
Derivato di corrispondere, ma sul modello del latino responsio -onis.
Sostantivo femminile.
1. Denaro che si dà in cambio di un servizio.
2. (figurato) Corrispondenza di affetti: non trovare corresponsione ai propri sentimenti.
In un italiano più intelligibile si potrebbe dire, nel primo significato, pagamento.
Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2011.

