Verranno raccolte le varie situazioni e la conseguente battuta che invariabilmente (diciamo in almeno in cinquanta per cento dei casi) ne scaturisce, insomma, quegli istanti di meravigliosa sospensione in cui tutti si aspettano la battuta inevitabile, e poi qualcuno, senza vergogna, la dice davvero.
Durante una partita di pallavolo uno sbaglia il palleggio o il bagher e invia la palla dall'altra parte del campo, vicina alla rete, in modo tale che l'avversario possa schiacciare e fare punto.
La battuta obbligatoria è - Te l'ho alzata bene? La vuoi più vicina alla rete o va bene così?
Quando, in aeroporto, il tragitto in bus per raggiungere l'aereo sulla pista è sufficientemente lungo, sicuramente qualcuno dirà ad alta voce - Cosa è, hanno deciso di portarci a destinazione in autobus?
Nei villaggi turistici all inclusive - Ti offro qualcosa al bar...
Per qualche ragione qualcuno legge una serie di numeri ad alta voce.
Non si riesce ad arrivare al terzo numero senza che qualcuno gridi - Terno - poi, siccome nessuno ride, pensa che non l'abbiano capita e riprova ad oltranza con - Cinquina - e - Tombola.
Quando viene detta ad alta voce una lettera seguita da un numero (ad esempio B25), come capita nelle code dei negozi, la battuta obbligatoria è - Colpito e affondato.
La battuta obbligatoria dei giorni a cavallo di capodanno è, prima - Ciao allora, ci vediamo tra un anno - oppure dopo - Ehi, ma è dall'anno scorso che non ci vediamo.
Se un gruppo numeroso si sparpaglia e poi si raduna di nuovo, al momento di verificare se manca qualcuno, l'idiota di turno dirà - Chi è assente alzi la mano!
Quando si esce dall'acqua dopo avere fatto un bagno in mare e qualcuno chiede - Com'è l'acqua? - è buon uso rispondere - Bagnata. se il bagno è marittimo e non lacustre o in piscina, un'alternativa altrettanto brillante è rispondere - Salata.
Una serie di battute obbligatorie che il curatore della Parolata usa molto soventemente e di cui va molto fiero.
Al ristorante, quando termina una bottiglia di vino e se ne desidera un'altra, al cameriere si dice
- Me ne porta un'altra, questa era vuota, oppure
- Dev'essere bucata questa bottiglia: è già finita, oppure
- Col caldo che fa è evaporato tutto il vino.
Probabilmente ce ne sono molte altre di questo tenore.
Al ristorante, quando si aspetta a lungo un piatto, ad esempio un fritto misto di pesce, qualcuno dirà la seguente battuta obbligatoria
- Sono andati a pescarlo?
Quando qualcuno ci chiede un dito di vino è d'obbligo riempirgli il bicchiere fino all'orlo e poi dire - È un dito in verticale!
Oppure, in modo più raffinato, quando ci chiedono un dito di vino informarsi - Un dito così (col dito orizzontale) o così (col dito verticale).
Al termine di un pasto luculliano, quando tutti sono sdraiati sulle sedie più che seduti, è indispensabile che qualcuno si sacrifichi e urli - Davvero buoni questi antipasti, possiamo passare ai primi -. In alternativa si può sempre affermare - È cotto! Ora può portare i piatti.
Quando si paga qualcosa con delle banconote ancora intonse la battuta obbligatoria è - Sono nuove, le ho appena stampate.
Cosa si dice quando si vede la pubblicità di un prodotto con una ragazza ammiccante di fianco e l'indicazione del prezzo?
- Per quei soldi ti danno anche la ragazza?
Quando uno dice - Abbiamo raggiunto davvero il fondo - non è possibile che qualcuno non ribatta con - Possiamo sempre scavare - o qualcosa del genere.
Questa credo che valga solo per quelli che hanno vissuto gli Zecchini d'oro dei tardi anni sessanta. Quando qualcuno dice - 44 - è molto improbabile che nessuno dica giulivo - In fila per sei col resto di due!
Quando si abborda una ragazza avviene spesso che per togliersi dall'impaccio questa dica - Sono fidanzata - a quel punto il giovanotto può peggiorare la propria posizione dicendo - Ma io non sono geloso.
Quando c'è un contrattempo, un piccolo problema, c'è sempre qualcuno che giocondo urla - È il bello della diretta!
Quando in una discussione uno dice un punto importante a suo favore e dice - Uno a zero, palla al centro - difficilmente qualcuno resiste alla tentazione, alla successiva, risibile frase, di dire qualcosa del tipo - Uno a uno, si ricomincia - oppure - due a zero, palla al centro.
Tanti auguri a tee, tanti auguri a tee, tanti auguri a tee
e la torta a mee...
(Quando Berilio Luzcech l'ha cantata al compleanno di un compagnetto di sua figlia (4 anni) lei gli ha detto che era vecchia)
Quando qualcuno, dopo avere fatto per un certo tempo qualcosa gratuitamente, chiede una qualche ricompensa bisogna rispondergli - Certo: ti darò il doppio di quello che ti ho dato finora, anzi, addirittura il triplo - e poi, a scanso di equivoci gli si spiega la battuta obbligatoria - Il triplo di zero, quindi zero. Ah ah ah.
Quando si racconta qualche storia poco edificante che riguarda qualcuno, si deve obbligatoriamente dire: - Si tratta di una persona di cui non farò il nome, ma solo il cognome.
(Ci scrive Maurizio Codogno a riguardo: --- Credo che il tormentone derivi da Gianfranco D'Angelo che a Drive In proponeva il personaggio di Marina Dante delle Povere (quella che vedeva tutti omaccioni con due baffetti da sparviero) e che appunto aveva delle storie con personaggi di cui non poteva dire il nome, ma solo il cognome. ---
A questo punto il dubbio da risolvere è: già ai tempi di D'Angelo era una battuta scontata o lo è diventata successivamente?)
Quando uno chiede - Hai l'ora? - è obbligatorio rispondere - Sì.
Quando si sente un fragore improvviso per la caduta di qualche oggetto pesante qualcuno deve dire ad alta voce - È caduto un fazzoletto.
Gli altri, credo, dovrebbero ridere.
Quando qualcuno dice qualcosa che non sia più che banale bisogna chiedergli
- Hai cambiato pusher?
Oppure
- Dovresti mettere del tabacco in quello che fumi.
O comunque qualcosa di molto simile. E poi aspettarsi delle risate per la bella battuta.
Quando una riunione inizia in ritardo per l'assenza di qualcuno si dice che - È il quarto d'ora accademico.
A pallavolo, quando c'è il dubbio su come assegnare il punto, supponiamo per un pallone che cade vicino alla linea, si usa la regola di "palla contesa", cioè si riprende il gioco senza assegnare alcun punto con la medesima squadra che ripete la battuta.
Dopo la ripetizione del punto qualcuno dirà - La palla di prima era fuori - oppure - La palla di prima era dentro - a seconda della squadra che ha vinto la ripetizione del punto.
Quando uno esce dall'ufficio dicendo - vado a prendere un caffè! - e si ripresenta dopo un'ora o più, uno dei colleghi che lo vedono arrivare deve dire - Era un caffè lungo?
Quando uno esce dicendo - Torno fra un'ora - o - Ci vediamo domani - e rientra dopo due minuti per prendere qualcosa che ha dimenticato, qualcuno dei presenti deve obbligatoriamente dire - Hai fatto in fretta -, - Come passa il tempo - o qualche amenità simile.
Quando uno decide che il livello di sudicio o disordine dell'ufficio è giunto oltre la soglia di tollerabilità e si mette a risistemare le cose uno dei colleghi deve dire - Poi passi a casa mia?
Quando qualche cosa avverrà il primo aprile, una riunione, l'inizio di un lavoro o simili, bisogna sempre aggiungere - Non è uno scherzo.
In Piemonte, quando due uomini si parlano e uno dice che la sera prima ha mangiato la bagna caoda, a base di aglio, l'altro risponde - Allora non ti bacio.
Quando per la strada si sente una sirena, in un gruppo di amici deve sempre esserci qualcuno che, facendo finta di trattenere un altro, inizia a urlare - È qui, venite e prenderlo, eccolo.
Alla domanda - E allora? - bisogna rispondere - Sessanta minuti.
Quando ci si incontra per puro caso, possibilmente in un posto strano, uno deve dire - Non saremmo riusciti a incontrarci in questo modo neanche se ci fossimo dati un appuntamento -. È buona educazione rispondere - Sì, è proprio vero.
Quando si arriva in un posto dove il giorno prima pioveva e ora fa bello, qualcuno dirà - Hai portato il bel tempo?
Quando si arriva in un posto dove il giorno prima faceva bello e ora piove, qualcuno dirà - Hai portato la pioggia?
Non esiste una risposta intelligente a queste domande simpatiche.
Alla proposta di fare un ballo tipo "trenino", ci sarà sempre un uomo che commenterà ilare - Io ultimo! - oppure - Io chiudo la fila.
La risposta alla frase di saluto - Fatti vedere - deve essere - Sì, ma da uno bravo! - che di solito dice un terzo nel gruppo
- Che ora è?
- L'ora di ieri a quest'ora.
Oppure
- È ora di comprarti un orologio.
Quando uno torna dalle ferie, oppure il lunedì, e gli altri chiedono - Come va? - la risposta deve essere sempre - Eh, andava meglio ieri.
Due amici che si congedano dopo un incontro.
- Ci vediamo allora.
- E se non ci vediamo, accendiamo la luce.
Vale anche la variante - Se non ci dovessimo vedere facciamo che dipenda da te!
Quando un tram o un treno si blocca per un imprevisto, immancabilmente qualcuno commenterà ad alta voce - Si è forata una gomma.
Andando in treno, e vedendo scorrere i passaggi a livello, il più furbo del gruppo esclama - Per fortuna che siamo venuti in treno, se venivamo in macchina trovavamo tutti i passaggi a livello chiusi!
Quando uno passa davanti al televisore acceso, e magari si ferma un attimo di troppo, chi guarda la televisione dice subito - Ehi, hai mangiato vetro? - In alternativa c'è la variante meno poetica - Credi di essere trasparente? - O ancora - Sei il figlio del vetraio?
Quando si fa tardi al lavoro e uno riceve una telefonata dalla moglie (o marito), dopo le prime giustificazioni di rito un collega (meglio se di sesso opposto) si deve avvicinare al telefono e dire frasi del tipo - Rimettiti le mutande! - oppure - Ma come? Bevi ancora?
La battuta è talmente scontata che ormai, quando qualcuno è fuori a gozzovigliare con gli amici e viene sgamato dalla moglie, la si fa lo stesso, per rendere più credibile l'alibi del poveretto.
Quando al ristorante il tavolo traballa per una gamba troppo corta qualcuno dovrà dire - Ci penso io, ci metto sotto un cinquecento euro.
Quando si assiste a una partita e l'arbitro non fischia i falli che si ritengono a favore della propria squadra, bisogna urlare - Arbitro, hai perso il fischietto? - Oppure, e fa ancora più ridere - Arbitro, hai ingoiato il fischietto?
Quando a scuola arrivava uno che era stato il giorno prima dal parrucchiere si diceva - Sono passati gli indiani?
In una cena tra amici, quando si mangia la pizza direttamente dal cartone o su piatti di plastica, ci sarà sempre un magnanimo benefattore che dichiarerà - I piatti oggi li lavo io!
Quando tra colleghi si guarda il calendario per pianificare le vacanze, si guarda in che giorno della settimana cade il Natale.
Immancabilmente, qualcuno se ne esce con un - Natale non so, ma Pasqua quest'anno cade di domenica
-. La battuta a volte è espressa come domanda - ... e Pasqua quando cade?
Esiste anche la variante
- Quando cade Natale quest'anno?
- Il 25 dicembre.
Quando qualcuno fa qualcosa che di solito non fa, ad esempio arriva in ritardo mentre è sempre in ritardo, bisogna dire - Toh, sei arrivato in orario: oggi piove.
Se in ufficio (non a casa o al ristorante) manca la corrente, bisogna dire - chi è che non ha pagato la bolletta?
Quando un gruppo di amici è indeciso sul da farsi, alla domanda - Tu cosa fai? - la risposta d'obbligo è dire l'ora esatta. Non fa tanto ridere ma permette di prendere tempo.
Quando qualcuno in primavera ha qualche malanno, o è stanco, o qualcosa di simile, e dice - È la primavera - il vero battutaro aggiunge - No, sono le primavere.
Se siete di un'altezza normale, incontrate uno molto alto e volete fare il simpatico, sarebbe d'uopo che gli chiedeste - Che tempo fa lassù? Nevica?
Se siete quello molto alto a cui viene rivolta la domanda siete pregato di non picchiare il piccoletto ma di rispondere qualcosa del tipo - Sì, nevica e tira pure vento.
Quando qualcuno impone o dichiara una data di fine per qualche attività che si ritiene debba necessitare di più tempo, la battuta da fare è - Sì, ma non ha detto di quale anno.
Quando si scopre che qualcuno è diplomato al conservatorio, non si può evitare di dire - Anche io ho suonato per anni al conservatorio... ma non mi hanno mai aperto!
- Suoni qualche strumento?
- Solo il campanello di casa.
Una battuta obbligatoria che fa il paio con quella di sopra.
Quando qualcuno parte in treno o, ancora meglio, in aereo, è necessario salutare dicendo: - Mi raccomando, vai piano.
Quando qualcuno parla di qualcosa di "avanzato", nel senso di innovativo (centro di ricerche avanzato, idee avanzate), è necessario che il battutista dica - Ma perché, non le voleva nessuno che sono avanzate? - Oppure - Se è avanzato allora bisogna metterlo in frigo!
Alla domanda - Fai qualche sport? - se l'interrogato vuole mostrarsi simpatico, deve rispondere - Sì, faccio i muscoli addominali, quelli da tavola -. Il successo è garantito. Oppure potrebbe ripiegare sulla sempre divertente - Sì, faccio ginnastica mandibolare.
Quando si condivide uno stesso bicchiere o una bottiglia si dice - Stai tranquillo, tanto abbiamo le stesse malattie.
Quando si dice che qualcosa ha l'ingresso gratuito (concerti, spettacoli ecc.) fa molto ridere aggiungere - Però l'uscita è a pagamento -. E se non lo si aggiungesse, qualcuno prontamente colmerà la lacuna.
Quando qualcuno annuncia di essere a dieta, fa molto ridere dirgli - Sì, tra un pasto e l'altro.
Quando qualcuno fa una domanda difficile, o imbarazzante, o a cui non si vorrebbe rispondere, per uscire simpaticamente dall'imbarazzo bisogna chiedere - C'è una domanda di riserva?
Quando qualcuno dice - Di mamma ce n'è una sola -, i più cinici rispondono - Per fortuna.
Quando qualcuno appone la firma su un documento o altro, se la situazione lo consente, è bene dica - Che, c'è sotto la cambiale?
Se qualcuno ritiene che siate eccessivamente silenzioso o silenziosa, e vi esorta - Dai, dì qualcosa -, merita che voi rispondiate con la nota battuta obbligatoria - Qualcosa.
Il giorno della festa della Donna il mondo deve necessariamente pullulare di uomini che dicono, con l'aria di essere pungenti e sarcastici - Ma quand'è la festa dellUomo? Non è mica giusto.
A questo punto qualche pseudo-femminista, credendosi spiritosa e originale, ribatterà - La festa dell'Uomo è tutti gli altri giorni!
Quando uno uscendo da un locale non chiude la porta gli si chiede
- Ma dove abiti, al Colosseo?
oppure
- Hai la coda?
O anche (in Toscana)
- Ma che c'hai le fascine, a casa? (al posto della porta)
Quando qualcuno commette qualche piccola infrazione, bisogna simpaticamente e fintamente rincuorarlo dicendo - Dai, che poi ti porto le arance in galera -. È obbligatoria la battuta, ma sono obbligatorie anche le arance: non si può dire - Ti porto le mele in galera.
Una variante è - Vai in galera? Allora ti porto una torta al limone - dove per limone non si intende l'agrume, bensì una lima da ferro di dimensioni notevoli, atta a segare le sbarre per l'evasione.
Quando uno dice una stupidata, o quando si vuole consigliare a qualcuno di non dire strafalcioni, un modo molto simpatico per farlo è dire - Ricordati di collegare il cervello alla bocca prima di parlare.
Quando qualcuno non trova le parole per esprimere un concetto, a seconda delle generazioni, ci sono diverse battute obbligatorie.
1) Dillo con parole tue (cinquantenni).
2) Vuoi comprare una vocale? (quarantenni).
3) Mandami un SMS che fai prima (trentenni).
Ignoriamo cosa dicano le altre generazioni.
Grazie alle recenti festività natalizie abbiamo finalmente catalogato le più gettonate battute relative alla tombola.
Quando viene estratto il primo numero, ci sarà una gara per gridare - Ambo! - o per chiedere se è già uscito un certo numero, o nei casi più disperati, per chiamare la tombola.
Quando sarà estratto il numero 69, lo sventurato detentore del tombolone dovrà dire - Sessantanove... ah, no, scusate, era al contrario, è il sessantanove.
Durante tutta la durata del gioco, poi, non mancherà chi tra i vostri amici chiamerà l'ambo o il terno anche quando si sarà in attesa della tombola, o chi chiederà se è uscito il numero 92.
Se due persone legate da vincoli affettivi (per esempio marito e moglie, o due cari amici), sono vicine fisicamente e sono occupate contemporaneamente al telefonino, il terzo commenti - Ma perché non si parlano, invece di telefonarsi? - anche aspettando la fine della telefonata e rivolgendosi quindi ad uno dei due - Perché non vi parlate?
Quando qualcuno comunica - Lo sai che mi sposo? - la risposta d'obbligo è - Condoglianze - o, almeno - Mi dispiace -. Si usa prevalentemente tra uomini.
Quando ci si scambia il numero di cellulare.
- 3476161...
- Sei uno scemo!
Basta avere, o simulare di avere, un numero con 6 e 1 in sequenza per assicurarsi risate per tutta la vita.
In prossimità di una fontana si dice - Vieni che ti offro da bere - e la risposta è - no dai, stavolta faccio io, tu offri alla prossima!
Quando un uomo riceve un colpo, una pallonata o simili al basso ventre deve sbracciarsi giulivo e urlare in falsetto - Non mi sono fatto niente, non mi sono fatto niente.
Tra amici, quando ci si lascia per un certo periodo - Stammi bene e se hai bisogno di qualcosa... compratelo!
Se siete anziani e simpatici e un giovane vi cede il posto, ad esempio su un mezzo pubblico, dovete rispondere - No grazie, devo crescere.
Quando, entrando in ufficio al mattino oppure uscendo alla sera, si incontra qualcuno che per qualche motivo sta facendo il tragitto inverso, bisogna chiedergli - fai il turno di notte?.
In alternativa, se sta uscendo al mattino - Esci presto oggi -, oppure se entra alla sera - Entri tardi oggi.
Quando si è al ristorante e un commensale vicino si offre di versarci l'acqua nel bicchiere, occorre dire - No grazie, dopo devo guidare!
Variante sullo stesso tema è la classica risposta - No grazie, sto cercando di smettere.
Quando qualcuno parla con aria supponente della propria attività, specialmente se di tipo intellettuale, è d'obbligo dire - Beh, è sempre meglio che lavorare.
Quando qualcuno dice una parolaccia in pubblico può approfittarne per aumentare la sua simpatia aggiungendo - scusate il francesismo - o - come dicono gli inglesi.
Quando ci si serve dell'ultima porzione di qualcosa e gli altri commensali ti fissano, le battute obbligatorie sono - Mi sacrifico per salvare la vostra linea - oppure - È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
Quando qualcuno sta trasportando qualcosa come, ad esempio, un cartone di bottiglie di vino oppure, ancora meglio, un pacco regalo, bisogna avvicinarlo dicendo - Grazie, ma non dovevi disturbarti, sei gentilissimo - e fare finta di prendergli dalle mani il cartone o il pacco.
Quando si comprano parecchi voluminosi libri di testo, il libraio nel darmeli dovrebbe dire - Il peso della cultura
Il giorno dell'Epifania bisogna fare gli auguri a tutte le donne che si incontrano. Si tratta di un'usanza obbligatoria che fa sempre ridere tutti. Nel caso fosse sprovvisti di battute ve ne proponiamo due classiche.
- Ti vedo stanca, hai lavorato tanto stanotte, eh?
e
- Sei a piedi? Dove hai parcheggiato la scopa?
In questo caso la donna può rispondere con
- Adesso uso l'aspirapolvere.
A questo punto prontamente il simpatico ribatterà - Devi avere una prolunga lunghissima!
Non sono previste altre battute perché a questo punto tutti si sbellicheranno dalle risate.
Quando si è costretti ad accontentarsi di qualcosa bisogna commentare filosoficamente - Piuttosto che niente, è meglio piuttosto.
Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2013.

