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Gli sposi promessi: il romanzo ipertestuale

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Gli sposi promessi: il romanzo ipertestuale

Per capirci meglio sul significato dei terminí "romanzo ipertestuale" potrebbe essere utile fare un esempio il più possibile reale. Purtroppo un romanzo ipertestuale con le caratteristiche che desidero illustrare non l'ho ancora incontrato, quindi l'unico modo per discuterne è quello di immaginarlo e di parlarne come se fosse vero.

Prendiamo "I promessi Sposi", che molti hanno letto e quasi tutti conoscono. Se non fosse stato scritto da Alessandro Manzoni, nato a Milano nel 1785, ma da Alessandro Manzoni, nato a Milano nel 1961 e con la passione per la narrativa digitale e i romanzi ipertestuali, avrebbe avuto, supponiamo, gli stessi contenuti , ma questi sarebbero presentati con una forma diversa.

Vediamo che tipo di libro potrebbe essere tra le molte possibili forme, o meglio, che tipo di ebook. Il titolo sarebbe "Gli sposi promessi: il romanzo ipertestuale", più moderno, e che d'ora in poi indicheremo come "Gli sposi promessi". I due libri, il romanzo ottocentesco e il romanzo ipertestuale, verranno indicati d'ora in poi nel testo tra virgolette. La prima pagina riporta una breve lista con le seguenti voci.

Gli sposi promessi

Gli sposi promessi, solo storia

Personaggi

Renzo Tramaglino

Lucia Mondello

Don Abbondio

Padre Cristoforo

L'Innominato

Don Rodrigo

Monaca di Monza

Cardinal Federigo Borromeo

Luoghi

Milano

Paesello sul lago di Como

Storia dell'Italia settentrionale

Geografia dell'Italia settentrionale

La lista non è un indice, ma un elenco dei possibili punti di partenza offerti al lettore per entrare nel romanzo. Le parole sottolineate identificano gli ingressi al libro: le voci sono infatti degli iperlink, non esiste una singola prima pagina ma il lettore deve obbligatoriamente scegliere un punto di ingresso uno per iniziare finalmente a leggere il libro. Chiameremo "flusso" una singola sequenze narrativa associata a uno di questi link di ingresso. I flussi verranno indicati d'ora in poi nel testo con la sottolineatura. Chiameremo "lessia" la singola porzione testuale non interrotta e contenuta in una o più pagine. Per iniziare ci muoveremo in questa lista per vedere che cosa un lettore può aspettarsi dal libro.

Gli sposi promessi

Il primo link, Gli sposi promessi, è il primo che probabilmente il lettore seguirà, venendo indirizzato verso il flusso che contiene praticamente il libro che attualmente è conosciuto come "I promessi sposi". Il flusso è normalmente suddiviso nei 38 capitoli che già conosciamo, la particolarità è che un capitolo non è semplicemente costituito da una sequenza di pagine, ma è suddiviso in una sequenza di lessie, cioè esiste una ulteriore suddivisione del testo realizzata in un modo che vedremo tra poco. Ognuna di queste lessie è a sua volta semplicemente composta di pagine in sequenza. Ricordiamoci sempre che stiamo parlando dell'organizzazione del flusso Gli sposi promessi, mentre i contenuti del flusso sono i medesimi di "I promessi sposi".

Il flusso quindi inzia normalmente con il primo capitolo. Questo è composto da 6 lessie, disposte nel seguente ordine.

Come si può vedere la struttura del capitolo è esattamente la stessa di "I promessi sposi", il contenuto è praticamente lo stesso, solo alcune differenze non sostanziali sono state necessarie per separare e adattare le varie lessie tra di loro. La divisione in lessie è stata realizzata in questo modo per separare brani che possono appartenere, oltre al flusso di Gli sposi promessi, anche a flussi differenti. Ad esempio la lessia 1 appartiene anche al flusso della Geografia dell' Italia settentrionale, cioè se il lettore decidesse di entrare dall'ingresso della Geografia dell'Italia settentrionale leggerà una sequenza di lessie ordinate che comprenderanno anche la lessia 1 del primo capitolo di Gli sposi promessi. Ugualmente per le altre lessie: la lessia 3 appartiene al flusso Storia dell' Italia settentrionale, le lessie 2, 4, 5 e 6 sono presenti anche all'interno del flusso don Abbondio, che tratta delle vicende del prete.

A questo punto si intuisce la struttura dell'iperromanzo: si tratta dell'insieme di elementi di testo relativamente brevi (le lessie) che possono essere raggruppati in vari modi diversi e presentati al lettore in sequenze predefinite che offrono viste diverse e approfondimenti su vari aspetti del testo.

Il flusso Gli sposi promessi, solo storia ripercorre le lessie del flusso principale Gli sposi promessi, con la differenza che si concentra maggiormente sulle vicende dei personaggi della storia, evitando le parti più descrittive e, secondo alcuni lettori, più noiose.

La Geografia e la Storia

Supponiamo ora cheil lettore abbia terminato di leggere l'intera storia di Gli sposi promessi, e decida di esplorare la Geografia dell' Italia settentrionale. Qui Manzoni racconta con la sua nota capacità descrittiva la conformazione del lago di Como, le montagne che lo circondano, il fiume che ne esce da sud, i ponti, la pianura sottostante, la posizione del castello di don Rodrigo, le campagne fino a Milano per poi risalire verso Nord fino a descrivere Bergamo e le zone circostanti. Ogni tanto, ad esempio nella lessia di descrizione della stradina vicino al paesello di Renzo e Lucia, oppure nella lessia di descrizione della campagna bergamasca, il lettore incontra dei link che lo portano alle lessie dove sono narrati gli argomenti relativi al luogo trattato, nei nostri due esempi la lessia dell'incontro di don Abbondio con i bravi e la lessia relativa al periodo di permanenza di Renzo a casa del cugino Bortolo. Il nostro lettore ritroverà delle lessie che aveva già incontrato durante la lettura del flusso Gli sposi promessi, ma incontrerà anche tanti altri brani che Manzoni ha deciso di aggiungere per fornire una descrizione più ampia del territorio, rispetto alle descrizioni già presenti all'interno di Gli sposi promessi.

Similmente se il lettore decidesse di leggere il flusso Storia dell'Italia settentrionale. Qui sono raccolte in modo continuo tutte le parti di descrizioni storiche già presenti in Gli sposi promessi, più altre parti che l'autore avrebbe voluto trattare ma che, in un romanzo, avrebbero appesantito eccessivamente la narrazione. Il lettore incontrerà all'interno del flusso storico, ad esempio, il saggio su peste e untori attualmente contenuto nella Storia della colonna infame. Il racconto storico ha al suo interno i rimandi alla narrazione romanzesca dove l'autore l'ha reputato utile, ad esempio a partire dalla lessia di descrizione storica dei bravi (che abbiamo visto essere la lessia 3 del primo capitolo) si può raggiungere tramite link la lessia di descrizione dell' incontro di don Abbondio con i bravi (lessia 4 del primo capitolo).

I personaggi

I flussi dei personaggi, allo stesso modo, permettono di seguire le vicende concentrando l'interesse su un singolo personaggio. Come per il caso dei flussi di storia e geografia Manzoni ha potuto inserire avvenimenti che hanno una scarsa attinenza con la storia principale di Gli sposi promessi , ma che gli hanno permesso di allargare la vista su un insieme più vasto di storie, ampliando ulteriormente, ad esempio, il racconto sulla vita di fra Cristoforo da giovane. I flussi dei diversi personaggi si intersecheranno e presenteranno delle parti comuni, nei tratti di storia in cui sono coinvolti due o più personaggi.

I luoghi

Infine il lettore può scegliere di leggere i due flussi presentati sotto il titolo Luoghi: Milano e Paesello sul lago di Como. Si tratta di due flussi che non hanno un corrispettivo all'interno di "I promessi sposi", in quanto narrano le vicende delle persone dei due luoghi, con particolare riferimento a ciò che a Milano e nel paesello si sapeva e si scopriva delle vicende che riguardano i personaggi di "Gli sposi promessi", in particolare Renzo e Lucia, ma anche don Abbondio, la conversione dell' Innominato, il cardinal Federigo e così via, fino a descrivere dal punto di vista dei cittadini e dei popolani la peste, gli untori, le guerre e le vicende storiche del periodo.

Ciò ha permesso a Manzoni di entrare ancora di più nei pensieri e nelle credenze della gente comune, di approfondire il processo di costruzione delle voci a partire dalle poche e distorte informazioni che arrivavano alle persone, di rendere maggiormente soggettiva la visione delle vicende narrate.

Le lessie

I diversi flussi sono costituiti, come abbiamo detto, da sequenze di lessie, cioè di singoli brani testuali che sono tra di loro interconnessi tramite link. Manzoni ha scelto, per non spezzare il flusso della lettura, di non avere link annegati all'interno del testo della singola lessia. Una lessia è quindi costituita da un testo senza link seguita, al termine, dall'insieme di link che la collegano alle lessie seguenti e alle lessie precedenti di tutti i flussi di cui fa parte, in modo da fornire la massima libertà di navigazione al lettore. Inoltre ha scelto di volere sempre fornire al lettore la sua posizione all'interno dei flussi del romanzo ipertestuale, quindi in testa a ogni lessia indica a quali flussi appartiene.

Ad esempio analizziamo la lessia 4 facente parte del primo capitolo e relativa all'incontro tra don Abbondio e i bravi. Questa lessia appartiene al flusso di Gli sposi promessi, a quello di Gli sposi promessi, solo storia e a quello di don Abbondio. Nella prime righe della lessia saranno elencati i flussi a cui la lessia appartiene.

Al termine della lessia avremo elencati i seguenti link.

Link successivi

Link precedenti

I link in realtà hanno solo l'indicazione del flusso, e non riportano il titolo della lessia (che in effetti non hanno titoli nel romanzo ipertestuale) e che è sopra riportato tra parentesi per motivi di comprensibilità.

Questo modo di rappresentare i link, indicando a quale flusso appartengono, permette al lettore di avere sotto controllo ilflusso della narrazione e di decidere se continuare con il flusso scelto inizialmente o se cambiarlo, senza avere mail la sensazione di essersi perso nel marasma di lessie.

Infine, per facilitare ulteriormente il lettore, l'ebook reader evidenzia sullo schermo il flusso dal quale il lettore è arrivato alla lessia, in modo che venga facilitata la sua scelta nel caso decidesse di continuare a seguire il medesimo flusso.

Il romanzo ipertestuale

Ricapitolando: "Gli sposi promessi: il romanzo ipertestuale" è organizzato in 38 capitoli più una prefazione, i capitoli sono formati da una sequenza di lessie, ognuna di queste è costituita da poche righe oppure da molte pagine di argomento coerente. Poichè l' organizzazione è tale che una lessia contiene una descrizione geografica, oppure una descrizione storica, oppure una sequenza di avvenimenti del racconto riguardanti Renzo, oppure Renzo e Lucia, e così via, una singola lessia potrà essere parte di uno o più flussi, ad esempio del flusso Gli sposi promessi e del flusso di Geografia dell'Italia settentrionale, oppure di Storia dell'Italia settentrionale, o del flusso delle vicende di Renzo Tramaglino, oppure contemporaneamente dei flussi delle vicende di Renzo Tramaglino e di Lucia Mondella. In alcuni casi le lessie saranno non facilmente catalogabili in un singolo argomento, quindi avranno funzione di snodo intermedio ai diversi flussi oppure all'interno di un singolo flusso.

Ugualmente per gli altri casi: il flusso Storia dell'Italia settentrionale contiene delle lessie di approfondimento e delle lessie di raccordo, non condivise con altri flussi narrativi, mentre altre lessie del flusso storico sono raggiungibili anche da altri flussi, in particolare quello di Gli sposi promessi. Tale flusso infatti è quello più trasversale del romanzo ipertestuale: in qualche modo congiunge lessie appartenenti a tutti gli altri flussi e le omogeneizza: storia, geografia, personaggi, vicende.

Infine i flussi relativi ai luoghi permettono di dare una vista soggettiva e parziale della vicenda, basata sulle poche informazioni in possesso della gente del popolo a Milano e nel paese di Renzo e Lucia.

Sviluppi possibili

Manzoni ritiene "Gli sposi promessi, il romanzo ipertestuale" concluso. Aveva considerato un ulteriore sviluppo ma dopo averlo valutato approfonditamente ha deciso di non procedere, non è però escluso un ripensamento futuro. Manzoni aveva valutato la possibilità di inserire in un punto del romanzo una biforcazione, cioè pensava di permettere al lettore di realizzare una scelta e di seguire la narrazione conseguente alla scelta effettuata. Da quel punto in poi Manzoni avrebbe dovuto scrivere praticamente due romanzi paralleli e indipendenti che portassero avanti le due storie fino alla conclusione.

Su una cosa non aveva comunque avuto dubbi: la biforcazione sarebbe stata una sola in tutto il romanzo ipertestuale, perché voleva evitare al lettore la confusione di lettura, il senso di casualità del testo e di inutilità delle scelte che si ottengono quando le possibilità offerte sono troppe. Aveva anche individuato il punto in cui realizzare la biforcazione: l'incontro tra don Rodrigo e l'Innominato, quando don Rodrigo chiede aiuto all'altro per rapire Lucia dal convento di Monza. Il lettore avrebbe potuto scegliere se posizionare temporalmente l'incontro quando l'Innominato aveva solo iniziato il suo processo di ravvedimento, nel qual caso avrebbe accettato la proposta di don Rodrigo, come accade in "I promessi sposi", nel qual caso la narrazione sarebbe stata quella che conosciamo dal romanzo ottocentesco. Oppure avrebbe potuto posizionarlo al termine di tale processo, con l'Innominato già distaccato dalla sua precedente vita malvagia, nel qual caso avrebbe rifiutato la proposta di rapimento e, involontariamente, avrebbe complicato la situazione poiché don Rodrigo avrebbe fatto rapire Lucia dai suoi bravi, e la vicenda si sarebbe svolta in modo differente da quella che conosciamo. Il punto di snodo sarebbe stato posizionato quindi circa a metà del romanzo (ventesimo capitolo), permettendo di realizzare due flussi alternativi ma a partire da un contesto già chiaramente definito.

In realtà, come dicevamo, Manzoni non ha ancora realizzato la biforcazione della storia perché nutre dei dubbi sulla sua efficacia. Teme che lasciando il controllo al lettore della storia, o almeno di una singola parte importante di essa, vada a perdersi l'unitarietà della vicenda, e in qualche modo si sveli il mistero della scrittura. La storia narrata in "Gli sposi promessi : il romanzo ipertestuale" è, anche se si tratta in molte parti di un'invenzione dell'autore, una vicenda che avrebbe potuto essere vera, e come tale definita e cristallizzata nel passato. Permettere al lettore di scegliere due versioni distinte e alternative della storia è sembrato a Manzoni che non avrebbe aggiunto nulla al romanzo in sé, viceversa avrebbe svelato la magica finzione della letteratura.

Soluzione editoriale

Fin da subito Alessandro Manzoni si è reso conto che il libro avrebbe avuto dimensioni notevoli e avrebbe necessitato un lungo tempo per il completamento, allora ha deciso di sviluppare nella prima versione di "Gli sposi promessi : il romanzo ipertestuale" il flusso di Gli sposi promessi, in modo ipertestuale e completo, inserendo nei flussi dei personaggi e delle descrizioni storiche e geografiche le porzioni che erano già contenute all'interno del flusso Gli sposi promessi. In questo modo il lavoro di scrittura della prima versione del romanzo ipertestuale è stato analogo a quello di scrittura di "I promessi sposi". Rispetto alla versione definitiva del romanzo ipertestuale erano presenti tutti i flussi tranne i due flussi relativi ai Luoghi.

Con la seconda versione Manzoni ha completato il flusso storico, il flusso geografico e tutti i flussi dei personaggi, aggiungendo ampi brani relativi a eventi, luoghi e vicende che non erano presenti nella prima versione. Ha inoltre aggiunto i due flussi relativi ai Luoghi.

Poiché il piano dell'opera prevedeva in partenza tali tappe, l'editore ha fatto in modo che acquistando "Gli sposi promessi: il romanzo ipertestuale" nella prima versione, i lettori avrebbero avuto la possibilità di comprare le versioni successive scontate.

Conclusioni

Siamo arrivati alle conclusioni, e vorrei evidenziare alcuni punti importanti che abbiamo incontrato durante la descrizione del nostro romanzo ipertestuale.

1. Un romanzo ipertestuale non è qualcosa di avulso dal mondo letterario (e cartaceo) che tutti conosciamo. È solo un diverso modo di realizzare ciò che l'uomo ha sempre fatto: raccontare una storia in modo interessante e piacevole.

2. La lettura di un romanzo ipertestuale non è (permettetemi di dire: non deve essere) più complicata o più spezzettata della lettura di un normale libro, prova ne è che il flusso principale Gli sposi promessi è praticamente la suddivisione in lessie del romanzo ottocentesco. A meno che, ovviamente, l'autore non decida scientemente di realizzare un romanzo ipertestuale complicato o spezzettato.

3. Un romanzo ipertestuale, oltre alla lettura di una storia come abbiamo sempre conosciuto, permette di allargare gli orizzoni, le narrazioni, i punti di vista senza che questa dilatazione vada a influire sulla concentrazione della storia principale (se esiste una storia principale, come nel nostro esempio).

 

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Data di pubblicazione: 24 ottobre 2012.

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