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Dove si migliora la lingua italiana

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Qui si faranno proposte e aggiunte per migliorare e completare la lingua e la grammatica italiana.


Sesquicentenario

Composto del latino sesqui, contrazione di semisque, a sua volta composto di sèmis 'mezzo' e que 'e', quindi propriamente 'mezzo in più, e mezzo' poi 'uno e mezzo', e centenario 'di cento anni'.
Sostantivo maschile.
1. Che ha un secolo e mezzo, quindi centocinquant'anni.
2. Che ricorre ogni centocinquant'anni.


Media, murales

Relativamente a media, sui dizionari (Garzanti, Zanichelli, Devoto-Oli e DOP) è sempre e solo riportato come sostantivo plurale. Capita poi che nell'uso comune venga spesso utilizzato come sostantivo invariabile anche al singolare. Ma il singolare, secondo i dizionari, rimane il medium, e dirò di più: sul DOP viene indicato esplicitamente che è " errato l'uso di (un) media come singolare".
Analogo discorso vale anche per murale/murales: secondo i dizionari il murales, sostantivo plurale, diventa mural o, italianizzato, murale, sostantivo singolare. Al solito, il DOP si lamenta dell'uso erroneo di murales al singolare. Che poi non si usi correntemente la forma singolare "ufficiale" è un altro discorso.
La Parolata propone che media e murales diventino sostantivi invariabili, analogamente alla maggior parte delle parole straniere usate in italiano.


Forse anche a voi hanno insegnato da bambini che il "sé", pronome personale riflessivo della terza persona, va scritto senza accento quando è accompagnato da "stesso" o "medesimo". La redazione della Parolata ritiene astrusa questa regola. Ed è in buona compagnia.
Luca Serianni (Grammatica italiana - Italiano comune e lingua letteraria) ritiene, ad esempio, «Senza reale utilità la regola di non accentare sé quando sia seguito da stesso o medesimo, giacché in questo caso non potrebbe confondersi con la congiunzione: è preferibile non introdurre inutili eccezioni e scrivere sé stesso, sé medesimo».
La Parolata propone che il pronome vada scritto sempre "sé".

Come era lecito attendersi, i lettori della Parolata si sono lanciati nella ricerca di frasi che contenessero un "se stesso" o simili dove il "se" fosse la congiunzione e non il pronome. Se riuscissero a trovarla cadrebbe la supposta impossibilità di confondere congiunzione e pronome anche senza che il secondo abbia l'accento. Il primo a inviare una mail alla redazione è stato Rambloi (pronuncia rambluá).
"Julienne non era mai sicura non solo di sapere come si sentisse ma persino neppure di sapere come fosse: se stessa in sé stessa e diversa altrove - in famiglia, con gli amici o con il suo compagno - oppure sempre o quasi somigliantesi, ovunque e con chiunque fosse."
Poiché il vostro curatore ha avuto qualche problema con la decodifica della frase, Rambloi lo ha facilitato eliminando i sottintesi, la frase diventa quindi la seguente.
"Julienne non era mai sicura non solo di sapere come si sentisse ma persino neppure di sapere come [lei] fosse: se [lei fosse la] stessa in sé stessa e diversa altrove - [e cioé] in famiglia, con gli amici o con il suo compagno - oppure [se lei fosse] sempre o quasi somigliantesi [ovviamente, 'somigliante a sé stessa'], ovunque e con chiunque fosse."

Cristina Marsi.
--- Sto pensando che non sempre la parola "stesso" seguendo il "se" elimini la possibilità di confusione con il se ipotetico, neppure al singolare. Pensa ad una frase del tipo: "mi chiedo se stesso si scriva con una sola esse o con due". ---

Anche il nostro Fabbri Citante ne parla, due volte.


Intrasentire

Intrasentìre
Composto di intra- e sentire, sul modello di intravedere.
Verbo transitivo [coniugato come sentire].
Sentire in modo incerto, confusamente: intrasentire qualcosa nel frastuono.

La Parolata propone una nuova parola. In teoria esiste già "intraudire", anche se non è riportato su tutti i dizionari, ma comunque il verbo "udire" è meno colloquiale di "sentire".


Scioccare

Dalle parole "shock" (inglese) e "choc" (francese) derivano le parole choccare e shockare, che secondo la Parolata sono discretamente ridicole pur se riportate dai dizionari. Piuttosto proponiamo di usare la più italiana scioccare.

Scioccàre
Derivato di shock, con grafia adattata all'italiano,
Verbo transitivo [io sciòcco, tu sciòcchi ecc.].
Provocare uno shock; emozionare fortemente: la notizia l'ha scioccato.


Svapare

Svapatore
Da svapare.
Sostantivo maschile [femminile svapatrice].
Chi fa uso delle nuove sigarette elettroniche, che consentono di inalare il vapore di una soluzione di acqua, glicole propilenico, glicerolo ed eventualmente nicotina e aromi.

Svapàre.
Composto di s- derivativo e vapore, con cambio di desinenza, sul modello di fumare.
Verbo transitivo.
Inalare da una sigaretta elettronica.

Non è che la Parolata proponga davvero questa parola, semplicemente si sta imponendo nell'uso e presto forse entrerà nei dizionari.


Ovvero

Ovvéro
Composto di 'o' e 'vero'.
Anche, anticamente, o véro.
Congiunzione.
1. Ossia, cioè, vale a dire. Si usa per precisare o correggere un concetto precedentemente espresso: l'autore dei «Promessi Sposi», ovvero Alessandro Manzoni; questa notte, ovvero questa mattina presto.
2. Forma rinforzata della congiunzione disgiuntiva semplice 'o' con lo stesso valore di 'oppure': non so se in questo caso sia meglio tacere ovvero dire la verità.

Oppùre
Anche, antico, o pure.
Congiunzione.
1. Forma rafforzata della congiunzione o (con valore disgiuntivo): vuoi un libro oppure un disco?
2. Con il valore di altrimenti, in caso contrario: dovrai affrettarti, oppure perderai il treno.
In apertura di frase, per introdurre una nuova possibilità o ipotesi: oppure, non potresti pensarci tu?.

La Parolata non si capacita della necessità di usare "ovvero" col significato di "oppure". Non viene aggiunto nulla alla lingua italiana ('oppure' già esiste, appunto), in compenso ogni volta che ci si imbatte in un ovvero bisogna cercare di capire in quale accezione è usato.
La Parolata propone di eliminare l'uso dell'"ovvero" col significato di "oppure".

 

 

Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2013.

Parolata.it è a cura di Carlo Cinato.
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