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L'idiota

Utili Divertenti Letterarie Sparse Novità

Allòcco

Latino uluccu(m), di origine onomatopeica.
1. Uccello rapace notturno degli Strigiformi, con occhi grandi e rotondi, piumaggio bruno, coda corta e arrotondata, affine al gufo ma privo di ciuffi sul capo.
2. [femminile allocca] (figurato) Persona stupida, di aspetto poco intelligente: una faccia da allocco.
Rimanere come un allocco: restare stupito e attonito, come intontito.

Ambroeus

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, di provenienza lombarda.

Àsino

Dal latino asinum.
1. Equino domestico di piccole dimensioni, usato per la soma.
2. (figurato) Persona ignorante, stupida, zotica.
(figurato) Persona testarda.
Scolaro dallo scarso rendimento scolastico.

Babbèo

Dalla radice onomatopeica bab-, che indica il balbettio, con suffisso spregiativo.
Sciocco, sempliciotto, tonto, che parla senza sapere ciò che dice. Si sa che i babbei non hanno memoria (Sciascia).

Bàbbio

Dal latino babulu(m) 'sciocco, stolto', voce onomatopeica per indicare il balbettio.
Stolto, sciocco.

Babbióne

Accrescitivo di babbio.
In Toscana: stupido, scioccone. Femminile babbiona.

Babbalèo

Da babbeo.
In Toscana: babbeo.

Baggèo

Incrocio di babbeo con baggiano.
Sostantivo maschile.
Sciocco, babbeo, semplicione.

Baggiàno

Da baggiana attraverso il significato osceno di fava.
1. Sciocco, grullo.
2. Soprannome dato un tempo ai contadini milanesi, nel Bergamasco soggetto a Venezia.

Balèngo o baléngo

Etimo incerto, forse da sbilenco o da balordo.
Femminile balenga, plurale maschile balenghi, plurale femminile balenghe.
(regionale, settentrionale) Strano, stravagante, bizzarro.
Stupido, stolto.

Balórdo

Di etimo incerto, forse dal francese balourd, dal francese antico beslourd, composto del prefisso di aumento bis- e del latino luridus 'pallido', e quindi 'sbalordito'.
Significa tardo di mente, sciocco, stolido, intontito, stordito o smemorato.
Vale anche, come aggettivo, per cosa sciocca, senza alcun senso: ragionamenti balordi.
Mal fatto, mal riuscito: un lavoro balordo.
Che non dà affidamento: tempo balordo.
Si usa infine, come sostantivo, per indicare un delinquente o un malavitoso.

Bartolomèo

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino.

Basìto

Participio passato di basire, dal gallico basire, la cui radice è ba- 'morire'; forse attraverso il francese..
È un insulto letterario, sta per attonito, sbalordito: restare, rimanere basito.

Baùco

Dal nome profeta biblico Abacuc, che nella tradizione popolare è rappresentato come un vecchio, e quindi divenuto simbolo della demenza senile che può colpire negli ultimi anni di vita. Ha la medesima origine di vecchio come il cucco e di vecchio bacucco, usati per le persone avanti con gli anni e non molto in forma.
Esiste in Veneto una forma molto comune, il descanta bauchi traducibile come "risveglia bauchi", che si riferisce a un ostacolo poco visibile nel quale il bauco inciampa o sbatte (tipicamente un tombino, una radice, un ramo ecc.). Descantare è tipicamente veneziano, mentre in altre provincie è utilizzato anche "scanta bauchi" con il medesimo significato.

Belinòne

Voce ligure belinun, da belin, organo sessuale maschile.
(familiare) Persona tonta, bonaria e facilmente raggirabile.

Beòta

Dal latino Boeotu(m), dal greco Boiotós 'della Beozia', poiché gli abitanti avevano fama di stupidità e rozzezza presso gli ateniesi.
Persona ottusa.

Béstia

Dal latino bestia(m), di etimologia incerta. In senso figurato significa persona rozza, ignorante e stupida; anche, persona violenta e brutale.

Besùgo

È il nome genovese dell'occhialone, un pesce commestibile di acqua salata. L'insulto in Liguria ha il significato di idiota.

Bietolóne

Propriamente accrescitivo di bietola, poi in senso figurato credulone, sempliciotto.

Boccalóne

Si tratta del persico trota, vive nell'acqua dolce, e sembra che sia un pesce particolarmente portato ad abboccare a qualsiasi esca. Significa credulone ma anche chiacchierone, maldicente.

Bròccolo

Derivato di brocco 'germoglio'.
1. Varietà di cavolo con infiorescenza compatta, carnosa, a forma di palla, di colore verde anziché gialliccio, con fiori per la massima parte atrofizzati; è tipico ortaggio romano.
2. (figurato) Uomo stupido, sciocco, che si lascia facilmente abbindolare, oppure goffo, che non si sa muovere o comportare: ha dimostrato di essere proprio un broccolo! Accrescitivo: broccolone (femminile broccolona).

In Lombardia esiste anche il verbo broccolare, col significato di rimorchiare, abbordare, corteggiare qualcuno, specialmente in modo sfacciato e maldestro: Un giorno mi ha broccolato qui. Mi ha detto che faceva la modella (Pinketts).

Bùe

Bovino domestico maschio adulto castrato.
Uomo ottuso, ignorante e grossolano.

Capòcchio

Derivato di capocchia.
(antico) Persona di poco intelletto, balordo.

Carlòtta

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino.

Castróne

Derivato di castrare.
1. Il maschio castrato degli animali, specialmente l'agnello o il puledro.
2. Cavallo evirato per adattarlo meglio a certi tipi di corse, specialmente allo steeple-chase.
3. (figurato, popolare) Uomo stupido o di grossolana ignoranza.

Cazzóne

Accrescitivo di cazzo.
(volgare) Persona sciocca, lenta di comprendonio, idiota o, anche, balorda, malfida, becera, volgare. Femminile: cazzona.

Cèfalo

È un pesce commestibile d'acqua salata, anche chiamato muggine. Tonto. Ha provenienza ligure.

Ciòcco

Etimo incerto, forse dal francese antico choque, chouquet 'tronco', da cui il verbo choquer 'urtare'.
Anche, raramente, ciocca.
1. Grosso pezzo di legno, ceppo da ardere.
2. (figurato) Uomo balordo, stupido, insensibile.

Cìro

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, di provenienza piemontese.

Citrùllo

Voce di origine napoletana, corrispondente a cetriolo.
Sciocco, babbeo.

Ciùco

Voce di origine espressiva. Al femminile ciuca.
Significa asino e, in senso figurato, persona ignorante o poco intelligente.

Ciùla

Derivato dal verbo ciulare.
Persona tonta e credulona.

Ciulàre
Voce settentrionale allusiva al 'fottere'.
Verbo transitivo.
1. (dialettale) Portar via, rubare.
2. (dialettale) Imbrogliare.

Ciùrlo

Voce dialettale triestina.
Persona fessa, stupida.

Cocùzza

Dal latino tardo cucutia(m) col significato di zucca, poi in senso figurato persona sciocca, testone.

Coglióne

Latino tardo coleone(m).
1. (volgare) Testicolo.
Rompere, far girare i coglioni: (figurato) infastidire, irritare, annoiare.
Levarsi dai coglioni: (figurato) smettere di importunare; togliersi dai piedi, andarsene.
Avere i coglioni: (figurato) essere di carattere forte, risoluto, tenace.
2. [femminile cogliona] (figurato) Persona imbecille, minchione: fare la figura del coglione.

Corbèllo

Forma eufemistica per coglione.
1. Testicolo.
Rompere i corbelli: infastidire, annoiare.
Corbelli!: (antiquato) esclamazione di meraviglia.
2. [femminile corbella] Persona stupida, sciocca.

Cordóne

Accrescitivo di corda.
(eufemistico) Alterazione di coglione, in locuzioni come rompere i cordoni, sei un gran cordone e in altri usi figurati.

Cottolengo

Dal nome di G. B. Cottolengo (1786-1842), santo fondatore a Torino della Piccola casa della divina Provvidenza (detta poi anche Ospedale Cottolengo)].
1. (familiare, per antonomasia) Istituto per disabili psichici e fisici.
2. (estensione, scherzoso) Ambiente con persone di scarsa vivacità intellettuale.

In Piemonte cottolengo ha anche il significato di idiota. Più comunemente viene detto alla piemontese: cutulèngu, oppure abbreviato in cutu.

Cretìno

Dal franco-provenzale crétin, propriamente 'cristiano', che, usato dapprima nel significato di 'povero cristiano, poveraccio', ha poi assunto valore spregiativo.
Stupido, imbecille: comportarsi come un cretino, discorso cretino.
In medicina è chi è affetto da cretinismo, una malattia causata da insufficienza tiroidea e caratterizzata da arresto di sviluppo somatico e psichico.

Crùcco

Nome dato dai soldati italiani a quelli tedeschi durante la seconda guerra mondiale; all'origine era appellativo dato agli slavi, derivato dalla voce serbo-croata kruh 'pane'.
Per estensione ha assunto il significato di stupido.

Deficiènte

Dal latino deficiens -entis, participio presente di deficere 'mancare'.
Persona totalmente o parzialmente minorata nella sua attività intellettuale, che cioè non abbia raggiunto il livello intellettuale (età mentale) proprio della sua età cronologica. La parola, non più utilizzata nel linguaggio medico, permane nell'uso comune, sia in frasi di compatimento: è una povera deficiente; sia soprattutto come epiteto offensivo: sei un deficiente!, sono cose che può pensare soltanto un deficiente come lui.

Èbete

Dal latino hebes -etis, propriamente 'spuntato, ottuso', derivato di hebere 'essere smussato'.
Ottuso di mente, deficiente: c'è chi nasce ebete; c'è chi diventa per l'infermarsi e ingrossare degli organi (Tommaseo). È usato soprattutto come epiteto ingiurioso: sei una vera ebete; solo degli ebeti possono confondere le due cose!; sorriso da ebete.

Farlòcco

Etimologia dubbia, forse dalla locuzione inglese far look, usata dagli scippatori romani degli anni '60 per indicare i turisti sprovveduti, che guardano lontano e non si rendono conto di cosa accade vicino a loro.
1. Ingenuo, babbeo, sprovveduto.
2. (estensione) Oggetto falso: fu congedato con un assegno farlocco, tanto non avrebbe protestato (De Cataldo).
Inetto, incapace, che non vale nulla, nonostante le apparenze.
3. (estensione) Poco serio, poco importante.

Fàva

Latino faba.
1. Erba annua delle leguminose papiglionacee che risulta coltivata in Europa fin dall'antichità per l'alimentazione umana e come foraggio.
2. (figurato, volgare) Glande.
(estensione) Pene, membro virile.
(popolare) Persona di eccezionale incapacità e stupidità, usato anche come ingiuria.

Fésso

Dall'aggettivo fesso 'spaccato, diviso con un taglio', attraverso il significato eufemistico del femminile fessa nell'Italia meridionale.
Imbecille, sciocco; è soprattutto usato come ingiuria: un povero fesso; fare il fesso; fare fesso qualcuno: ingannarlo.
Fesso d'oro: (spregiativo o scherzoso) personaggio incredibilmente sciocco.

Finòcchio

Latino fenuculum, variante di feniculum o foeniculum,
1. Erba delle Ombrellifere, il cui corpo, o gromulo viene comunemente consumata come ortaggio.
Il germoglio bulboso del finocchio usato come ortaggio.
2. (figurato, volgare) Omosessuale maschio.
(antico) Uomo inetto, babbeo.

Fregnóne

Da fregna: vulva.
Sciocco, stupido, minchione: Sentissi lei come lo tratta, «fregnone» è la parola più bella (Palazzeschi).

Frescóne

Forma eufemistica per fregnone: stupido, minchione.

Gàggio

Termine di provenienza zingara.
1. Stupido, sprovveduto, balordo.
Persona che si crede furba, sbruffone.
2. Tipo in gamba, tosto.
3. Ragazzo, membro della compagnia.

Gìno

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, di provenienza lombarda e in generale settentrionale, significa anche ragazzo di periferia. Sono anche utilizzate le espressioni rafforzative gino di legno e gino di ferro.

Giùcco

Dall'arabo g-uha 'persona sciocca'.
1. (toscano) Sciocco, balordo.
2. (meridionale) Ubriaco.

Gòffo

Etimo incerto.
(antico) Sciocco, inetto, dappoco: In somma, tu sei goffo insieme e tristo (Tasso).
Più comunemente, come aggettivo, di persona rozza nell'aspetto e nei modi, mancante di disinvoltura, impacciata nei movimenti e nel comportamento: non è brutto ma è un po' goffo; Mal vestiti, goffi, bambini del vicolo Con fionde, spade di legno e scudi di cartone (Benni).
(estensione) Di tutto ciò che mostra impaccio, timidezza, mancanza di disinvoltura e simili: modi goffi; avere un'aria goffa; dei goffi complimenti.
Anche, di cosa priva di grazia, di eleganza, di armonia, tale da risultare quasi ridicola: un cappellino goffo; disegni goffi; parlava con un goffo accento dialettale.

Gónzo

Etimo discusso, forse dal latino verecundiu(m) 'verecondo, vergognoso' con caduta della prima parte vere-.
Che, chi è credulone e si fa imbrogliare facilmente: gabbare i gonzi è facile.

Grùllo

Di etimo incerto. Al femminile: grulla.
Significa di scarsa intelligenza, che si lascia facilmente ingannare; sciocco, semplicione.
In toscano: istupidito, stordito, lento nel movimento e nel comprendere.

Idiòta

Dal latino idiota(m) 'ignorante', che è dal greco idiótìs, derivato di ídios, nel significato di '(uomo) privato', che come tale è considerato 'incompetente, inesperto' rispetto a chi riveste incarichi pubblici, successivamente col significato di 'popolare, plebeo' e poi 'ignorante'. Anche, anticamente, idiòto.
In medicina chi è affetto da idiozia.
Nell'uso comune, persona stupida e insensata ma anche, anticamente, rozza e incolta.

Imbecìlle

Dal latino imbecille(m) 'debole fisicamente o mentalmente', forse da in- negativo e baculum 'bastone'.
In psicologia, chi è affetto da imbecillità.
Nell'uso comune, persona che si rivela poco intelligente negli atti o nelle parole, che si comporta scioccamente o commette stupidaggini. Anche cosa poco intelligente: discorso imbecille.

Insipiènte

Dal latino insipiente(m), composto di in- prefisso negativo, e sapiens -entis 'sapiente, assennato'.
(letterario) Ignorante, stolto, sciocco: una persona insipiente.

Lavacéci

Composto di lavare e il plurale di cece.
(antico, scherzoso, toscano) Sciocco, ottuso, persona dappoco.

Lòcco

Da allocco, per aferesi.
1. (antico, regionale) Sciocco, stupido.
2. Ripetuto, nella locuzione con valore avverbiale locco locco, (regionale): in modo furtivo; stancamente, svogliatamente, lemme lemme: Quelli venivano su locchi locchi (Pasolini).

Maccaròne

Voce dialettale di origine milanese e torinese.
Anche, maccalòne.
(dialettale) Stupido.

Mammalùcco

Dall'arabo mamluk, propriamente 'schiavo comperato'.
Anche mamelùcco o mammelùcco.
1. Nome con cui furono chiamati gli appartenenti a quelle milizie turche e circasse, originariamente formate da un corpo di schiavi convertiti all'islamismo, che, fra il secolo XIII e il XVI, acquistarono grande potere politico in Egitto, e furono poi definitivamente sconfitte da Napoleone: Lodi pur l'acqua del Nilo Il soldan de' mammalucchi (Redi).
2. (figurato, femminile mammalucca) Persona sciocca e goffa: non capisce proprio niente quella mammalucca; spìcciati, non stare lì a guardarmi come un mammalucco; e come appellativo d'ingiuria o di commiserazione: non credere di spaventarmi, povero mammalucco!

Mardochèo

Da Mardocheo, personaggio biblico, accostato per etimologia popolare a merda.
Nel settentrione: uomo sciocco, che vale poco.

Mentecàtto

Dal latino mente captu(m) 'privato del senno', composto di mìns mentis 'mente' e captus, participio passato di capere 'prendere, portar via'.
Infermo di mente; usato per lo più con intenzione ingiuriosa: comportarsi da mentecatto; è un povero mentecatto!

Mèrlo

Latino tardo merulu(m), per il classico merula(m).
1. Uccello con piumaggio nero e becco giallo, dal canto sonoro e melodioso.
2. [femminile merla] Persona sciocca e ingenua; anche, persona furba che si finge tonta.
Cercare, trovare il merlo: (scherzoso) cercare, trovare un marito.

Microcèfalo

Dal greco mikroképhalos, composto di mikro- 'micro-' e -cefalo.
1. (medicina) Che, chi è affetto da microcefalia, cioè che ha sviluppo ridotto del cranio e dell'encefalo.
2. (estensione, scherzoso) Idiota, stupido: ragionamenti da microcefalo.

Midollóne

Derivato di midolla, in quanto di sostanza tenera.
Persona lenta e scarsamente intelligente.

Minchióne

Accrescitivo di minchia.
(popolare) Persona sciocca, priva di furberia, eccessivamente semplice e credulona; è soprattutto usato come titolo di spregio e di rimprovero: sei stato una gran minchione a dargli retta; quando uno non riesce ad acchiappare la fortuna è un minchione, questo si sa (Verga).
Fossi minchione!: per esprimere deciso rifiuto relativamente al fare una cosa che si risolverebbe in danno proprio.
Fare il minchione: fingersi stupido, far finta di non capire, per proprio tornaconto.
Rimanere come un minchione: restare male, a mani vuote, beffato o danneggiato.
Ogni fedel minchione: tutti, anche quelli che hanno meno intelligenza: ogni fedel minchione A voi s'inchina (Giusti).

Aggettivo.
(popolare, non comune) Sciocco, insulso, balordo, detto di cose: discorsi, ragionamenti minchione; è una beffa minchiona.

Móna

Voce di area veneta, forse di origine greca.
Al femminile: vulva.
Al maschile: stupido, minchione.

Montóne

Latino multo -onis, di origine gallica, ravvicinato a montare, 'maschio adulto della pecora'.
(figurato, antico) Persona sciocca e balorda; bestione: considerando che amor l'avesse di montone fatto tornare uno uomo (Boccaccio); elli volea fare prete un montone (Sacchetti).

Mùlo

Dal latino mulu(m), di origine non indoeuropea. Al femminile mula.
È l'equino ottenuto dall'incrocio dell'asino con la cavalla, e significa in senso figurato persona cocciuta e ignorante, insomma, idiota. E anche bastardo.

Nasèllo

È un pesce commestibile d'acqua salata simile al merluzzo. Tonto. Ha provenienza ligure.

Òca

Latino tardo auca(m), da un precedente avica(m), derivato di avis 'uccello'.
1. Grosso uccello con piedi palmati, collo lungo e becco robusto dall'apice arrotondato; viene allevato per le carni e le piume.
2. (figurato) Si dice di persona, specialmente donna, di scarsa intelligenza, insulsa, vuota: quella ragazza è un'oca.

Ottùso

Dal latino obtusus, participio passato di obtundere 'ottundere'.
Con riferimento alla capacità intellettiva, che manca di penetrazione, tardo a capire, di scarsa sensibilità: mente ottusa, cervello ottuso; ma sei proprio ottuso!; per estensione, sguardo ottuso, espressione ottusa, che rivelano lentezza mentale.

Pappalàrdo

Composto di pappare e lardo.
1. Uomo sciocco, credulone, balordo, goffo.
2. (antico o regionale) Mangione, ghiottone.
3. Bacchettone, bigotto.

Pecióne

Derivato di pece, romanesco.
Propriamente, ciabattino, calzolaio dappoco che fa molto uso di pece.
(estensione, comune) Chi fa male il proprio lavoro, dando prova di incompetenza; pasticcione, arruffone. Femminile: peciona.

Pippióne

Latino tardo pipione(m), di origine onomatopeica.
Significava anticamente giovane piccione, poi diventato in senso figurato la persona sciocca, il credulone.

Pìrla

Voce milanese, forse da pirlare, variante di prillare 'girare su sé stesso, come una trottola'.
1. (volgare) Pene.
2. (popolare) Uomo tonto e goffo, facile da raggirare e imbrogliare, sciocco: fare una figura da pirla (o la figura del pirla); Prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirla, / una parola gergale non traducibile (Montale).

Pistola

Dal francese pistole, dal tedesco Pistole, a sua volta dal ceco pistal 'canna, tubo'.
In vari dialetti settentrionali, persona sciocca e ingenua, che si lascia facilmente ingannare, con un chiaro riferimento sessuale.

Póllo

Nome generico del gallo e della gallina giovani. In senso figurato: persona inesperta e credulona, che si può facilmente raggirare.

Ràpa

Latino rapa, propriamente neutro plurale di rapum 'rapa', poi considerato come femminile singolare.
1. Pianta erbacea con fiori dorati, coltivata per la grossa radice commestibile carnosa.
2. (figurato scherzoso) Testa rapata o calva.
(estensione) Testa, cervello: ma che cos'hai nella rapa?
3. (figurato) Persona di scarsa intelligenza, sciocca: quel ragazzo è una rapa.
Testa di rapa: (figurato) persona ottusa, sciocca.

Salàme

Derivato di sale.
1. Insaccato fatto generalmente con carne magra di suino ma anche con altre carni, tagliata a pezzi con il coltello o tritata, salata e condita con pepe in grani, talvolta anche con finocchio, con l'aggiunta di grasso triturato o a pezzi, da consumarsi, per lo più crudo e tagliato a fette, dopo conveniente stagionatura.
2. (figurato) In funzione per lo più di predicato, o in similitudini, detto di persona di scarsa intelligenza e prontezza, goffa e impacciata: sei proprio un salame; muoviti, non stare lì come un salame.

Sbalordìto

Participio passato di sbalordire, stupire.
Molto sorpreso, pieno di stupore, poi, meno comune, sciocco, tonto.

Sciòcco

Forse dal latino exsuccus 'privo di succo, di sugo'.
Persona stupida, ottusa, limitata: sei uno sciocco, una sciocca; è stato proprio uno sciocco a rifiutare quella offerta.
Non essere uno sciocco: di persona che è dotata di intelligenza e perspicacia, che sa il fatto suo.

Scémo

Derivato di scemare.
1. Persona sciocca, povera di giudizio.
Scemo del villaggio: persona derisa, fatta oggetto di scherno collettivo per il suo comportamento.
2. (antico) Limitazione, incompletezza.

Scémpio

Latino tardo simplu(m), variante del classico simplex -plicis 'semplice'.
Significa semplice, non doppio: Prima era scempio, e ora è fatto doppio (Dante).
Anticamente, in centro Italia, significava privo di senno, sciocco.

Scervellàto

Participio passato di scervellare.
Che, chi è senza cervello, privo di senno, di criterio, sbadato: un ragazzo scervellato.

Sciabigotto

Da Luciano Gabrielli.
--- In lucchesia, ed in particolare nella sua regione costiera, si usa anche il termine sciabigotto.
Sciabigotto è quasi intraducibile a metà tra il bischero e il co...one (in senso affettuoso però), lo usano i genitori (ma ora di più i nonni) per dire ai ragazzetti che hanno fatto qualche bischerata o che non sono stati molto svegli. È una caratteristica parola lucchese di etimo incerto, ma potrebbe derivare da sciapito e bigotto. Alcuni dicono però che derivi da sciabica che è una rete da pesca utilizzata per pescare dalla riva in quanto impiegata da persone anche molto anziane, non più in grado di andare per mare, e qualche volta non più particolarmente lucide. ---

Sciabordìto

Da Frustalampi.
--- Come dare dell'idiota a quacuno? A parte il bischero fiorentino, ti segnalo lo "sciabordito"  e lo "sciorno" senesi, che non compaiono nei dizionari.  Sciabordito deriva da sciabordare o sciacquattare, agitare, rimescolare un liquido. Non credo esista nessun legane fra "storno" (relativo al cavallo con mantello grigio scuro macchiettato di bianco) e "sciorno", salvo che da bambini, quando eravamo specialisti nel rovinar poesie, si diceva: "Oh cavallina, cavallina sciorna...".

Un amico visitatore del sito ci dice che il termine sciorno è utilizzato, più che a Siena, nella zona di Chiusi-Città della Pieve e nella provincia di Grosseto. Inoltre viene utilizzato a Roma col significato di balordo.

Sciòrno

Vedi Sciabordito.

Stordìto

Participio passato di stordire.
1. Privo di sensi, tramortito: cadde a terra stordito.
(figurato) Sbalordito, intontito, frastornato: rimase là tutto stordito.
2. Distratto, sbadato, sventato: che stordito sono: ho dimenticato le chiavi.
Come sostantivo: persona sventata, inconsiderata.

Séppia

Mollusco commestibile di mare. Stupido. Si utilizza in Liguria.

Somàro

Dal latino volgare saumariu(m), attraverso il tardo sagmarius, da sagma 'basto'; propriamente '(bestia) da soma'. Femminile somara.
Significa asino o ciuco intese come bestie da soma, e in senso figurato persona ignorante, stupida, e anche scolaro dallo scarso rendimento scolastico.

Tarpàno

Etimo incerto, forse da tarpa, forma dialettale per talpa.
Di persona rozza e ignorante, goffa e ottusa: gente tarpana!; è un tarpano; Il gran ciambellano Vi arriva da corte, E dietro un tarpano Da fare il panforte (Giusti); lo Slanà, da quel rozzo e trascurato tarpano ch'egli è, non ci avrà certo pensato (Bacchelli).

Tìnca

Pesce commestibile d'acqua dolce. Tonto, credulone. È un insulto ligure.

Tòni

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino.

Tónno

Pesce commestibile di acqua salata. Tonto, credulone. È un insulto ligure.

Vincènzo

Anticamente utilizzato nell'ambiente contadino, nel gergo della mala, è anche il tonto da truffare.

Zùcca

Latino tardo cucutia(m), con metatesi e aferesi della sillaba iniziale.
Pianta e frutto, diventato in senso figurato persona tarda di mente, sciocca o testarda.

Zuccóne

Accrescitivo di zucca, e in senso figurato pesona lenta a capire, di scarsa intelligenza e anche persona testarda, cocciuta.

 

Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026.

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