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Frasi per giuoco

Da un'idea di Marco Marcon

Utili Divertenti Letterarie Sparse Novità

Una raccolta di frasi e modi di dire che derivano da giochi o sport.

Ai blocchi di partenza

I blocchi di partenza, nel nuoto e nell'atletica leggera, sono attrezzi o strutture fisse da cui l'atleta prende lo slancio alla partenza.
La locuzione indica un soggetto in procinto di iniziare qualcosa.

Alzata (fare un'-)

Frase che si dice quando uno propone un argomento a un interlocutore, permettendogli di dire un motto di spirito, specialmente con cattiveria verso qualcuno dei presenti: ti ho fatto un'alzata stupenda.
Deriva dalla pallavolo, dove l'alzata è il passaggio alto della palla a un compagno in modo da favorirne la schiacciata.

Arroccàrsi

Mettersi in una posizione ben protetta, chiudersi in un riparo (anche figurato): si arroccò in un ostinato silenzio.
Nel linguaggio degli alpinisti, bloccarsi in una posizione non riuscendo più né a salire né a scendere. Deriva dal giuoco degli scacchi.

Asso di bastoni (usare l'-)

Usare le maniere forti, picchiare. Deriva genericamente dai giochi di carte.

Asso di briscola

La persona più autorevole, importante. Dalla briscola, dove l'asso è la carta che vale di più.

Asso fermo

Assiduo frequentatore di un luogo. Deriva da vari giochi di carte.

Asso nella manica (avere un -)

Deriva dai giochi di carte, dove l'asso è la carta col maggiore valore, e un asso nascosto nella manica da giocare al momento opportuno può permettere a un baro di vincere una partita in cui si trova in difficoltà.
Significa avere ottime possibilità di volgere una situazione sfavorevole a proprio favore.

Atout (avere degli -)

Nei giochi di carte è il seme che ha il predominio sugli altri semi.
(figurato) Nelle locuzioni avere degli atout, avere qualche atout: probabilità di vittoria.

Bluffare

[pronuncia blef'fare]
Voce inglese d'America, derivata di to bluff 'ingannare', probabilmente di origini olandesi.
Nel poker e in altri giochi di carte, fingere di avere un gioco di carte migliore di quello che si ha realmente per ingannare l'avversario. In senso figurato: fingere di avere possibilità, qualità o meriti che non si posseggono per avvantaggiarsi sui propri concorrenti.

Briscola!

Interiezione per esprimere meraviglia: briscola! che briscole prende quel due di briscola.

Briscole

Sono le botte, le percosse in linguaggio familiare.

Calma e gesso

L'espressione deriva dal gioco del biliardo e dall'uso che hanno i giocatori di passare il gesso sulla punta della stecca prima di un tiro, significa quindi calma per valutare la posizione delle bilie, e gesso sulla punta della stecca.
Viene usata quando, prima d'intraprendere una qualsiasi attività, sia necessario riflettere sulla situazione e agire con cautela.

Cartellino giallo

Ammonimento, richiamo. Deriva genericamente dallo sport.

Corde (Costringere, mettere l'avversario alle -)

Significa, nel pugilato e in senso figurato, togliere l'iniziativa all'avversario, constringendolo sulla difensiva e senza lasciargli spazi per muoversi.

Corner (salvataggio in -)

Situazione di pericolo che si riesce a risolvere all'ultimo momento. Deriva dal calcio.

Dirittura d'arrivo

Tratto terminale rettilineo di una pista o di una strada al termine del quale è posto il traguardo di una gara. In senso figurato, fase conclusiva di un lavoro, di una trattativa e simili.

Due di picche quando briscola è fiori (valere, contare come il -)

Significa non contare nulla.
La frase deriva dal gioco della briscola, perché il due del seme non di briscola è la carta che vale meno di tutte le altre. "Contare come il due di picche" è la frase standard, quella che poi ha portato a "prendersi un due di picche". Però è appunto un'abbreviazione di quella più lunga, che in effetti è presente in una serie di varianti, ad esempio si dice "valere come il due di spade con briscola bastoni".

Falsa partenza

Partenza irregolare, che va ripetuta, nelle gare di velocità.
Significa qualcosa che è iniziato e che è stato arrestato poco dopo.

Fante di picche

(figurato) Persona presuntuosa.

Forcing ['fOrsiNg], fare forcing

Voce inglese; propriamente gerundio di to force 'forzare', dal francese forcer, a sua volta dal latino parlato fortiare, da fortis 'forte'.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (sport) Nel pugilato, azione a media e corta distanza che non concede tregua all'avversario.
Nel calcio, azione pressante d'attacco per realizzare un gol o in difesa per recuperare la palla.
2. (estensione) Sforzo intenso e prolungato: la campagna elettorale è al forcing finale.
3. Fare forcing: (estensione) pressare l'avversario, obbligarlo alla difensiva.

Gamba tesa (entrare a -)

Nel calcio si tratta di uno dei falli più pericolosi, in quanto il contrasto portato con la gamba tesa sulla gamba dell'avversario comporta uno scontro molto duro con forte possibilità di infortunio, per questo motivo chi lo commette può essere ammonito o espulso.
Nel linguaggio comune "entrare, andare a gamba tesa" indica una polemica o un atto scomposto e violento in cui chi attacca non si preoccupa del danno che può arrecare all'altra persona (oppure desidera scientemente arrecare danno).

Lavorare ai fianchi

Nel pugilato, colpire l'avversario ripetutamente ai fianchi per fiaccarne la resistenza.
(figurato) Sottoporre qualcuno ad attacchi continui e logoranti.

Mettere il carico

Purtroppo la frase "mettere il carico, aggiungere il carico" per dire che si infierisce sull'avversario, che si aggiunge qualcosa che comunque non era necessario perché la situazione era già a favore di una parte, non è riportata sui dizionari. Il carico, nel gioco della briscola, sono l'asso e il tre, le due carte che valgono più punti.

Berilio Luzcech. --- A sostegno dell'espressione "aggiungere il carico" da me già proposta posso mettere veramente un carico, in quanto l'autore Andrea Camilleri la usa con frequenza nei sui libri (seppur scritti in un misto dialetto-italiano), il che prova che la frase è in uso dal Po alla Sicilia. ---

Mauro Cociglio. --- Camilleri usa molto spesso il detto "mettere il carico da 11". Ecco cosa ho trovato su it.answers.yahoo.com a questo proposito.
Il detto è "carico da 11". Deriva dal gioco della briscola dove l'asso ed il 3 vengono chiamati "carichi". Il punteggio massimo è quello dell'asso che vale 11 punti. Perciò quando la mano di gioco viene "appesantita" dall'asso si dice "metterci il carico da 11", cioè il massimo del punteggio. Nel gergo comune significa fare qualcosa che peggiora una situazione già gravosa di suo. ---

Maurizio Codogno. --- Il De Mauro la supporta, anche se con un significato leggermente diverso.
Significato 8: (giochi) Nel gioco della briscola, l'asso e il tre non di briscola.
(estensione, colloquiale) Argomento, discorso particolarmente forte ed efficace: "il padre alla fine ha calato il suo carico".
In effetti io ho sempre preso la locuzione col significato di "tirare fuori l'argomento conclusivo che ci si era tenuti da parte fino all'ultimo". ---

Alex Merseburger. --- Da noi [nel nord-est dell'Italia] si dice, con lo stesso significato riportato nella newsletter, "mettere/aggiungere il/un carico da undici" con riferimento diretto al valore dell'asso nel gioco della briscola. ---

Numeri (dare i - (del lotto))

Suggerire i numeri da estrarre.
(figurato) Parlare in modo sconclusionato, senza riflettere

Passaggio del testimone

Il testimone è il bastone che nelle corse podistiche a staffetta viene consegnato da un atleta al successivo della stessa squadra, per testimoniare l'effettiva continuità fra le diverse frazioni della gara.
Più in generale significa il passaggio di responsabilità, l'avvicendamento in una carica.

Pressing

[pronuncia 'pressiNg]
Voce inglese; propriamente gerundio di to press 'premere, incalzare'.
Sostantivo maschile invariabile.
(sport) Nella pallacanestro, nel calcio e in altri giochi, azione incalzante con cui si contrasta l'avversario per sottrargli la palla.
Fare pressing: svolgere un'azione incalzante e insistita su qualcuno per metterlo in difficoltà o per ottenere dei favori.

Rispondere picche

(figurato) Rispondere con un deciso rifiuto.

Senza passare dal via

Deriva dal gioco da tavola Monopoli, significa fare qualcosa senza requie, fare delle attività senza soste o passaggi intermedi. Nel Monopoli il significato è di andare da un punto a un altro della tavola (in genere in prigione) senza beneficiare delle 20000 lire che spettano a chi passava dal via.

Spugna (gettare la -)

Nel pugilato il secondo di un pugile quando vede il proprio pugile in grossa difficoltà può lanciare un asciugamani sul ring in segno di resa, provocando l'immediata sospensione dell'incontro. Gettare la spugna significa quindi arrendersi.

Strike (fare -)

Significa fare un buon colpo, raggiungere l'obiettivo massimo.
È una voce inglese che significa 'colpo', nello slang americano significa 'buon colpo, colpo decisivo'.
Nel bowling è il tiro della prima boccia col quale si abbattono tutti i birilli; nel baseball è il lancio corretto della palla che viene mancata dal battitore avversario.

Filo di lana

Deriva dalle corse di atletica leggera e dai tempi in cui al traguardo si tendeva un filo di lana per capire chi fosse il vincitore.
Indica qualcosa che si è ottenuto o risolto sul traguardo, all'ultimo momento.

Tempi supplementari

I tempi supplementari sono un supplemento di partita che si svolge dopo che nei tempi regolamentari la gara è finita in parità e deve essere decretato un vincitore.
Si usa, specialmente nel linguaggio giornalistico, per qualcosa che non si è concluso nei tempi previsti ma che necessita di altro tempo per arrivare al termine.

Tilt, fare tilt

Tilt è una voce inglese; propriamente significa 'colpo'.
Nel flipper è la segnalazione che indica l'interruzione della partita in seguito a un colpo troppo forte dato dal giocatore al flipper.
È anche l'interruzione improvvisa di un circuito elettrico con conseguente blocco del meccanismo a esso connesso.
Il significato figurato della frase è di subire un blocco mentale, entrare in uno stato di confusione mentale, specialmente per stanchezza o emozione: a metà dell'esame è andato in tilt.

Vincere un terno (al lotto)

Pronosticare una combinazione vincente di tre numeri estratti sulla stessa ruota.
(figurato) Avere un colpo di fortuna inatteso.

 

Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2011.

Parolata.it è a cura di Carlo Cinato.
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